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Menopausa: l'arte di saper cambiare PDF Stampa E-mail
La menopausa è una tappa fisiologica nella vita di una donna, non una malattia, che va affrontata soprattutto in termini di qualità della vita. È necessario superare l'idea che menopausa sia sinonimo di invecchiamento. La fine della fertilità e i nuovi assetti ormonali non annullano la femminilità. Tra i problemi che la menopausa tende ad aggravare e pertanto vanno prevenuti e trattati quanto più possibile vi è senz'altro l'osteoporosi. Con il sopravvenire della menopausa è importante mantenere vivi i propri interessi, stimolare il cervello e praticare una leggera ma costante attività fisica.
La vita della donna è caratterizzata da continui cambiamenti. La pubertà femminile, con la comparsa della prima mestruazione (menarca), è più evidente di quella maschile, anche perché prepara la donna alle future gravidanze, con tutte le trasformazioni delle funzioni dell'organismo, che le stesse comportano. La donna è quindi abituata ai cambiamenti, e la menopausa non è che uno di questi. Agli inizi del '900, la menopausa era quasi un evento sconosciuto, essendo la vita media più breve rispetto ad oggi. Se quindi una volta per le donne era difficile superare i 50 anni, oggi che la vita media può raggiungere anche i 90 anni, arriviamo a parlare anche di post menopausa, cioè di un terzo della vita di una donna.
La menopausa coincide con la fine del periodo fertile. Con la menopausa (pausa delle mestruazioni), si interrompono i flussi mestruali mensili. Questa fase, comunque, è quasi sempre preceduta da un periodo di transizione (premenopausa), dove i cicli si possono presentare irregolari e diversi tra loro sia per quantità che per durata. Nella postmenopausa, invece, si è raggiunto il nuovo nuovo equilibrio ormonale. Comunque, la fine della fertilità e i nuovi cambiamenti ormonali in atto non annullano la femminilità.
È necessario superare l'idea che menopausa sia sinonimo di invecchiamento, essendo quest'ultimo un processo fisiologico al quale tutti, uomini e donne, andiamo incontro, e che non è scongiurabile nemmeno on le terapie ormonali sostitutive. Semmai, è importante che la donna conosca i cambiamenti dovuto alla mancanza di estrogeni, in modo da adeguare ad essa abitudini e stile di vita.

I cambiamenti ormonali
Con la menopausa si ha la cessazione della funzione ovarica. Questa fase è preceduta da un periodo variabile di transizione, durante il quale l'ovaio non riesce più ad assicurare contemporaneamente maturazione follicolare e produzione ormonale. In premenopausa infatti, mentre l'ovaio continua a produrre estrogeni, l'ovulazione non è più costante, per cui si ha una produzione irregolare di progesterone. Questo comporta irregolarità mestruali e, a volte, emorragie.
Dopo 12 mesi di assenza di mestruazioni, l'ovaio avrà cessato qualsiasi produzione di estrogeni, mentre permarrà una lieve produzione di androgeni.
Le conseguenze della carenza estrogenica si evidenziano soltanto a distanza di diversi anni dalla scomparsa delle mestruazioni, presentandosi peraltro gradualmente e progressivamente, permettendo quindi un opportuno e tempestivo intervento terapeutico.
D'altronde, non tutte le donne presentano gli stessi effetti, per cui cambiamenti a carico del tessuto osseo, dell'apparato cardiovascolare, della funzione cerebrale (concentrazione, memoria ecc.) della pelle e degli altri apparati sono soggettivi. Anche lo stile di vita, le abitudini alimentari e una qualche predisposizione familiare incidono, di volta in volta, da persona a persona.

Primi sintomi
Una corretta informazione permette quindi alla donna di comprendere i cambiamenti dei diversi apparati del suo organismo dovuti al nuovo assetto ormonale. E i vari sintomi, peraltro molto soggettivi, le segnaleranno tempestivamente le varie fasi del cambiamento.
Ogni donna cioè percepirà in maniera diversa e personale i vari sintomi, anche in virtù del proprio spirito di reazione, di adattamento, dello stile di vita e delle condizioni ambientali. In altri termini, i sintomi non vanno considerati come sintomi di malattia, ma piuttosto come segnali di adattamento che precedono il nuovo assetto ormonale. Essi varieranno da persona a persona, dalla pre- alla post-menopausa, sia per intensità che per durata. I sintomi che più frequentemente vengono riferiti, sono: vampate di calore, sudorazioni, batticuore, insonnia, irritabilità, difficoltà a concentrarsi, diminuzione della memoria , diminuito interesse sessuale, aumento di peso, gambe pesanti.

Cosa fare?
Essendo la sintomatologia variabile da donna a donna, in rapporto allo stile di vita, all'ambiente e allo spirito di adattamento di ognuna, ecco che reagire in maniera positiva o negativa diventa elemento discriminante nel vivere serenamente o in maniera drammatica tale fase.
Vampate di calore Portiamo come esempio le vampate di calore: poiché alla base di tale fenomeno vi è una instabilità vasomotoria di origine ormonale responsabile di una improvvisa vasodilatazione (da cui il rossore), ecco come un eccessivo consumo di alcool e una tensione emotiva importante le possono accentuare. Viceversa, vestirsi a strati permette di alleggerirsi più facilmente, come pure un largo consumo di soia le diminuisce. Importante è vincere lo stato di disagio che si prova, mettendo in conto che, spesso, la sensazione che si prova è molto più forte del rossore che si sente sul viso.
Anche l'aumento di peso viene riportato come elemento di disturbo di tale periodo, trascurando il fatto che in menopausa la donna si muove di meno e quindi, bruciando meno calorie, verrà ad alterare il rapporto tra entrate e uscite caloriche. Occorre pertanto mangiare di meno e muoversi di più, senza necessariamente doversi iscriversi a corsi in palestra. È sufficiente infatti sali e scendere le scale di casa, camminare per almeno venti minuti al giorno diminuendo, nella dieta, sia la quantità di grassi animali che le proteine aumentando, nel contempo, il consumo di frutta e verdura, con latte e latticini a basso contenuto di grassi per un corretto apporto giornaliero di calcio.
Ritrovando il peso ideale, attraverso una sana cucina e un'attività fisica costante, si proverà una sensazione di benessere generale che inevitabilmente si ripercuoterà sia sul tono muscolare che sulla bellezza della pelle, ma che, soprattutto, offrirà una protezione maggiore nei confronti dei problemi cardiovascolari e dell'osteoporosi. Lo stesso vivere in gruppo aiuta a non vivere “da sole” questi problemi, perché il confronto e la ricerca comune delle soluzioni aiuta a minimizzare la gravità dei sintomi stessi,
Le gambe pesanti accompagnano spesso la vita della donna (gravidanza, contraccezione orale) ma, molto spesso, tale fenomeno è transitorio; con l'avvento della menopausa, invece, tale elemento diventa costante tanto da dover essere affrontato tramite alcuni accorgimenti, tipo:
  • uso di calze elasto-compressive, specialmente se si conduce una vita sedentaria o si lavora molte ore in piedi;
  • camminare il più possibile per tenere attiva la circolazione sanguigna;
  • stando eretti, sollevarsi ogni tanto sulla punta dei piedi, favorendo il circolo venoso;
  • evitare bagni troppo caldi e, nel contempo, fare docciature fredde alle gambe;
  • porre dei rialzi sotto il materasso;
  • d'estate, limitare l'esposizione diretta al sole;
  • mantenere costantemente il peso forma.
Il gonfiore addominale, anch'esso caratteristico di questo periodo, oltre che a una vita sedentaria è da addebitare a un naturale rilassamento della muscolatura addominale per cui una costante attività fisica dovrebbe prevenire o, quantomeno, attenuare tale fenomeno.
L'incontinenza urinaria è uno degli altri sintomi più comunemente denunciati dalle donne in menopausa. L'urgenza non più controllabile, la perdita di piccole quantità di urina di fronte a piccoli sforzi o a qualche colpo di tosse, diventano elementi invalidanti, che compromettono la qualità della vita. È importante allora farsi consigliare dal ginecologo gli esercizi di ginnastica perineale necessari per irrobustire i muscoli del pavimento pelvico.Mantenersi in allenamento
L'irritabilità, la diminuita concentrazione e il calo della memoria sono, di solito, fenomeni transitori e alquanto soggettivi, e sono da attribuire a un passeggero disorientamento del cervello di fronte al nuovo assetto ormonale che la menopausa porta con sé. Il rimedio migliore rimane allora quello di cercare nuovi interessi, stimolare il cervello inventando, per se stesse, un nuovo ruolo sia in famiglia (l'allontanamento dei figli lascia molto più tempo libero), che nella società (fare nuove amicizie con persone che vivono gli stessi problemi, quindi confrontandosi), in una parola “accettandosi”, anche per quelli che sono i cambiamenti corporei che ricordano il tempo che passa.
I momenti di depressione (anche questi transitori) raramente hanno bisogno dell'ausilio dei farmaci, ma vanno superati, ricordando che ben altre prove difficili la donna ha già superato (il trauma della prima mestruazione, le paure vissute in gravidanza, il parto ecc.).
Anche per l'insonnia il ricorso ai farmaci dovrebbe essere evitato ricorrendo a semplici accorgimenti, quali:
  • cena non molto abbondante;
  • non andare subito a letto finito di cenare;
  • bere una tisana prima di andare a letto;
  • d'inverno tenere ben caldi i piedi.
Le variazioni della libido hanno molteplici motivazioni, non sempre addebitabili al cambiamento ormonale in atto. Se da un lato infatti un relativo aumento degli ormoni androgeni può spiegare un suo aumento, non meno importante è la consapevolezza di non avere più problemi legati alla contraccezione. Viceversa un calo degli estrogeni non compensato adeguatamente dagli androgeni, può spiegare una diminuzione della libido. A volte, anche una secchezza vaginale più marcata, può giustificare un calo del desiderio, soprattutto se vissuta come l'ennesimo cambiamento fisico indesiderato. Il recupero di un buon rapporto con il partner, inserito in un contesto più generale di presa di coscienza del nuovo stato, rimane comunque alla base di una equilibrata accettazione di se stesse quale unica condizione per vivere la menopausa non come una malattia, ma cone l'ennesima prova da superare.

L'assistenza
Un corretto approccio assistenziale passa attraverso l'integrazione delle competenze dei vari operatori interessati al problema (medico di medicina generale, ginecologo, psicologo, sessuologo ed ostetrica) con l'obiettivo unico di migliorare la qualità della vita della donna in climaterio e terza età. Il primo punto di riferimento per la donna deve restare il medico di famiglia e le strutture territoriali (cure primarie); strutture di secondo livello con specialisti in grado di fornire diagnosi e terapie adeguate (cure secondarie) restano come momento successivo al primo controllo. Sarà compito infatti dei vari Centri della menopausa programmare un iter diagnostico costituito da:
  • visita ginecologica e senologica;
  • pap test;
  • colposcopia;
  • Rx mammografia ed ecografia mammaria;
  • esami di laboratorio;
  • ecografia pelvica transvaginale;
  • isteroscopia con eventuale prelievo bioptico;
  • densitometria ossea;
  • dosaggi ormonali (in premenopausa);
  • test di gravidanza (in premenopausa).

Terapia
In Italia sono circa dieci milioni le donne in menopausa. Naturalmente, non tutte avranno bisogno di terapia ormonale sostitutiva, anzi. Tutte, però, avranno bisogno di adeguarsi a una dieta che tenga conto delle alterazioni del metabolismo provocate dal calo degli ormoni. Pertanto è necessario, in rapporto all'età e ai bisogni:
  • mantenere un costante equilibrio tra proteine (15%), grassi (25%) e carboidrati (60%);
  • indicativamente, assumere giornalmente i seguenti quantitativi di cibo: 150 gr. di carne oppure 300 gr. di pesce; 70-100 gr. di formaggio; 400 gr. di cereali; 30 gr. di zuccheri semplici; 50 gr. di grassi tra olio di oliva, burro e olio di semi; 2 litri di acqua ricca di calcio;
  • fare uso di sostanze antiossidanti (frutta fresca e vegetali).
Per quel che concerne la terapia farmacologica pura, oggi il medico dispone di una vasta gamma di preparati (cerotti transdermici, terapia orale, del cutaneo ecc.) da proporre, sempre nel quadro di una terapia (ove necessaria) personalizzata. Premesso che la tendenza attuale è quella di trattare solo le pazienti sintomatiche e per un arco di tempo variabile da caso a caso, in base soprattutto alla singola risposta, ricordiamo i prodotti maggiormente usati:
  • cerotti a contenuto ormonale (estroprogestinici) che, con la loro azione, colmano la carenza che si è venuta a determinare;
  • terapia combinata per via orale, che ricorda l'assunzione della pillola (terapia ciclica), sempre a base di estroprogestinici;
  • gel transdermico (a base di estradiolo) al quale eventualmente va associato il progestinico;
  • tibolone (per via orale);
  • terapia locale (per via vaginale) per i disturbi legati ai rapporti dolorosi o alla secchezza vaginale;
  • fitofarmaci (preparati a base di soia) che riprendono tradizioni orientali;
  • ansiolitici o antidepressivi;
  • preparati a base di calcio e di vitamina D.
L'assistenza alla popolazione femminile in climaterio e terza età è, ormai, un obiettivo primario della sanità pubblica. È indispensabile considerare il benessere femminile al centro di interventi preventivi e terapeutici che devono essere il più possibile personalizzati e devono prevedere il pieno coinvolgimento della donna la cui attiva partecipazione permetterà sicuramente scelte sempre più consapevoli da parte della classe medica.
 
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