Sono molti i genitori che desiderano conoscere il sesso del bebè quando è ancora nel pancione e rinunciare alla sorpresa. Tanti altri, però, vorrebbero addirittura poter stabilire in anticipo se avere un bambino o una bambina e si chiedono se sia davvero possibile.
In che modo si individua il periodo fertile?
In assenza di mestruazioni regolari, può essere utile capire come individuare "i giorni giusti" per il concepimento: in questo modo aumentano le possibilità di rimanere incinta. Per individuare con esattezza l'ovulazione si può ricorrere a un monitoraggio ecografico al fine di controllare la crescita dei follicoli ovarici (l'involucro che contiene l'ovulo femminile).
Si tratta di una serie (da 3 a 5) di ecografie trasvaginali (effettuate inserendo l'apposita sonda in vagina), che permettono di veder crescere e maturare i follicoli. Il monitoraggio ecografico si effettua, di solito, tra la 10a e la 15a giornata del ciclo, anche a giorni alterni, e può essere accompagnato da esami del sangue al fine di accertare il valore degli estrogeni (ormoni sessuali femminili) il cui livello conferma o meno la fase ovulatoria (monitoraggio biochimico).
Come avviene l'incontro tra due cellule?
Il concepimento avviene attraverso l'unione tra la cellula femminile (ovocita) e quella maschile (spermatozoo) che in un determinato periodo del ciclo (detto fertile e che in una donna con mestruazioni regolari si verifica tra il 12° e il 15° giorno dall'inizio del ciclo) dà origine a una nuova cellula (zigote). Perché ciò accada occorrono però condizioni ottimali, in particolare il muco presente nel collo (parte inferiori) dell'utero deve essere fluido e filante, grazie all'azione degli estrogeni, per permettere il passaggio degli spermatozoi. Negli altri giorni del ciclo, invece, il muco è così denso da impedire il passaggio del seme maschile. Questa azione protettiva è, invece, assicurata dal progesterone (un ormone presente nella fase immediatamente anteriore all'ovulazione). Spermatozoo e ovocita si incontrano nella tuba, il canale che collega l'utero con le ovaie. Superato il muco cervicale, il seme maschile risale l'utero fino a raggiungere la tuba. Una volta fecondato l'ovocita, dalla tuba scende nella cavità uterina dove rimane per 3-4 giorni finché non si impianta nell'endometrio (tessuto di rivestimento dell'utero).
I cromosomi determinano i caratteri L'ovocita e lo spermatozoo sono dotati ciascuno di 23 cromosomi che, unendosi, formano il Dna (46 cromosomi) del nascituro e ne determinano i caratteri (come il colore degli occhi e la forma della bocca) e il sesso. Quest'ultimo è determinato dallo spermatozoo che può avere sia il cromosoma X (sesso femminile) sia quello Y (sesso maschile), mentre la cellula uovo possiede solo il cromosoma X. Pertanto, se la cellula uovo viene fecondata da uno spermatozoo X nascerà una bambina, mentre in presenza di uno spermatozoo Y nascerà un bimbo.
Prima della nascita, la differenziazione sessuale segue una specifica sequenza di eventi. Al momento della fecondazione, si stabilisce il sesso genetico (cromosomi), nelle sei settimane successive le gonadi (testicolo e ovaio), all'inizio indifferenziate, si caratterizzano nell'uno o nell'altro sesso in base al corredo cromosomico.
Quando le gonadi (cellule sessuali) si sviluppano come testicoli danno origine ai genitali esterni maschili. Analogamente, quando si sviluppano come ovaie, si formano i genitali femminili.
L'influenza del cibo non è dimostrata
Non esiste un metodo scientifico che possa dare ai futuri genitori la certezza di concepire un figlio del sesso desiderato. Tuttavia non mancano, circa la possibilità di determinare il sesso del nascituro, varie credenze popolari, considerate con scetticismo dai ginecologi. Una diffusa convinzione riguarda l'alimentazione, secondo cui, a partire da tre mesi prima del concepimento, seguendo un regime alimentare mirato si favorirebbe l'uno o l'altro sesso. questa credenza si basa sul fatto che gli spermatozoi X riuscirebbero a sopravvivere anche in un ambiente acido (cioè un pH inferiore a 7), mentre quelli di segno Y preferirebbero, al contrario, un ambiente alcalino (cioè con un pH superiore a 7). Per avere un maschietto la futura mamma dovrebbe preferire cibi ad alto contenuto di sodio e potassi (alcalini), diminuendo quelli che contengono molto calcio e magnesio (acidi). Via libera a pane, riso, carne, piselli, patate, agrumi, banane e pesche. Per avere una femmina la mamma dovrebbe, invece, consumare cibi ad alto contenuto di calcio e magnesio, e quindi abbondare in latte, formaggio, cavolo, tuorlo d'uovo, melone, anguria e fragole.
Gli esami in gravidanza
L'ecografia è l'esame più diffuso per conoscere il sesso del nascituro. si può eseguire già dalla 14a settimana di gestazione, ossia dal 4° mese. In alcuni casi, il ginecologo può richiedere un'amniocentesi o un prelievo dei villi coriali, se per esempio la futura mamma ha più di 35 anni. Questi esami servono a individuare eventuali anomalie genetiche del feto, come per esempio la sindrome di Down, ma permettono anche di conoscere il sesso del bimbo nel pacione. L'amniocentesi si esegue in ambulatorio senza anestesia tra la 15a e la 18a settimana di gravidanza. Consiste nel prelievo di una parte di liquido amniotico con un ago sottilissimo che raggiunge l'utero, per raccogliere un campione di cellule fetali ed esaminarne i cromosomi. L'esito è disponibile dopo 15-20 giorni.
Il prelievo dei villi coriali consiste nel prelievo di alcune cellule del trofoblasto (da cui si origina la placenta) mediante una sonda. Può essere eseguito tra la'8a e la 10a settimana. L'esito è disponibile in 10-12 giorni.
Una tecnica seleziona gli spermatozoi
In caso di difficoltà di concepimento si può ricorrere alla fecondazione assistita che può essere "in vivo" o "in vitro".
In vivo gli spermatozoi, opportunamente trattati, vengono trasferiti direttamente nell'utero per favorire l'incontro con l'ovocita. Questa tecnica si utilizza se il muco cervicale è ostile (cioè così denso da non lasciare passare i gameti maschili) o se gli spermatozoi sono in numero ridotto o hanno scarsa motilità.
In vitro gli ovociti e gli spermatozoi, che hanno difficoltà a unirsi per via naturale, vengono prelevati dai futuri genitori e messi in coltura (cioè nel vetro) per 2-3 giorni, dando origine a embrioni che saranno poi trasferiti nell'utero. Prima del trasferimento del embrioni nell'utero materno si può ricorrere a una tecnica che permette di risalire al sesso del nascituro (la diagnosi genetica pre-impianto). Questa tecnica è eseguita solo in centri altamente specializzati e richiede l'impiego di particolari apparecchiature che permettono la selezione dell'una o dell'altra cellula in base alla loro differenza di peso (il cromosoma Y è più leggero di quello X). Tale metodo viene, però, utilizzato soltanto nelle donne a rischio di malattie legate al cromosoma X o per prevenire la nascita di bambini con anomalie genetiche, come per esempio la talassemia (cioè l'anemia mediterranea).
Piccolo Dizionario: Cromosoma: struttura del nucleo della cellula costituita da Dna e responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari. Dna: sostanza di cui sono costituiti i cromosomi contenuti in ogni cellula. Ovocita: cellula sessuale femminile. Trofoblasto: cellule, da cui si origina la placenta, che nutrono l'embrione.